Organo della chiesa di San Daniele in Padova

sede dell'Associazione San Gregorio Magno APS

 

L'organo della chiesa di San Daniele in Padova è pregevole opera di Annibale Pugina e figli costruito nel 1894 e restaurato secondo le prescrizioni della Soprintendenza ad i Beni Storici nell'anno 2015.

 

Ospitato in un'antica cassa finemente decorata è composto da 1378 canne in legno e metallo suddivise in 25 registri, di cui 5 ad ancia, azionate da 2 tastiere ed una pedaliera a trasmissione meccanica.

 

Lo strumento è regolarmente utilizzato per MasterClass di livello internazionale ed importanti concerti. Viene inoltre suonato in ogni liturgia domenicale e festiva della chiesa. 

 

 

Caratteristiche generali dello strumento

 

 

- Consolle a finestra con 2 manuali di 56 note C-g'’’' , tasti diatonici in osso di bue, cromatici in ebano

- Pedaliera parallela di 30 note C – f'

- Registri a pomelli con solenoide

- Trasmissione meccanica per tastiere e pedaliera, elettrica per i registri

- Unioni meccaniche II-I, II16'-I, I-Ped., II-Ped.

- Combinazioni aggiustabili per i registri 8 x 999

- Somieri in rovere “a tiro” con tavole mobili stabilizzatrici dell'aria. Ventilabri in cedro

- 1378 canne in legno e metallo

- 13 campane tubolari

- 5 registri ad ancia

- 2 registri di Tremolo

- Pressione dell'aria 72 mm in colonna d'acqua

- Accordatura con temperamento equabile con la = 440 Hz a 18 °C

 

 

Registri

 

 

Grand'Organo, C-g'’’' 56 note

 

1.  Principale 8'

2.  Flauto 8'

3.  Ottava 4'

4.  Flauto 4'

5.  Duodecima 2' 2/3

6.  Decimaquinta 2'

7.  Cornetta 1' 3/5

8.  Pieno 2 file (XIX , XXII)

9.  Corno Inglese 16'

10. Tromba 8'

Tremolo

Espressivo, C-g'’’' 56 note

 

11. Bordone 8'

12. Gamba 8'

13. Celeste 8'

14. Ottava 4'

15. Flauto 4'

16. XVII (Terza) 1' 3/5

17. XIX (Quinta) 1' 1/3

18. XXII (Flautino) 1'

19. Pieno 2 file (Cembalo) (XXII , XXVI)

20. Clarino 8'

21. Oboe 8'

Tremolo


Pedale, C-f' 32 note

 

22. Contrabbasso 16'

23. Basso 8' (prolungamento)

24. Flauto 4'

25. Controfagotto 16'

Campane


 

 

 

Lo strumento è stato suonato più volte, anche per MasterClass e concerti, dal M° Jean Guillou il quale in un autografo ha espresso il suo particolare apprezzamento sia per l'organo di San Daniele che per l'acustica della chiesa:

       "Sono stato molto felice di suonare nuovamente questo organo di San Daniele, il quale è veramente di grande qualità. 

       Vorrei anche dire che questo strumento è probabilmente uno dei migliori esistenti in Italia. 

       Sebbene di modeste dimensioni, ogni registro ha una spiccata personalità.

       Questo organo e questa chiesa meritano pertanto di essere classificati tra i luoghi musicali interessanti in Italia."

 

                                                                                                                                            Jean Guillou



Il M° Jean Guillou mentre prepara un concerto sull'organo di San Daniele
Il M° Jean Guillou mentre prepara un concerto sull'organo di San Daniele
Copia dell'autografo del M° Jean Guillou con traduzione
Copia dell'autografo del M° Jean Guillou con traduzione

 

 

Cronologia organistica 

 

 

1812 A seguito delle soppressioni napoleoniche (1810,) la chiesa abbaziale di Santa Giustina venne eretta a parrocchiale con il titolo di “San Daniele in Santa Giustina”, mentre i beni dell'abbazia furono incamerati dallo Stato. L'allora parroco, don Bartolomeo Cremonese, fece trasferire l'organo del coro vecchio ed il settecentesco altar maggiore (opera del Bonazza) nella chiesa di San Daniele. L'organo era opera del Callido Op. 53 del 1769, composto da un manuale e 12 registri ed era custodito in una cassa ornata con raffinati intagli dorati.

Nell'occasione di questo spostamento si viene a conoscenza che la chiesa di San Daniele all'epoca già possedeva uno strumento, successivamente alienato.

 

1829 Revisione dello strumento da parte dell'organaro Gregorio Malvestio.

 

1839 Intervento di restauro ed ampliamento ad opera del Malvestio.

 

1852 Intervento di revisione dell'organaro Angelo Agostini.

 

1851 La chiesa venne chiusa al culto per un lungo periodo, durante il quale furono posti in opera i lavori che la portarono all'aspetto attuale.

La facciata venne spostata verso occidente di circa 10 metri, inglobando l'antica area cimiteriale. La volta della navata fu innalzata di 4 metri. L'altare maggiore fu sopraelevato di un gradino. Nel 1863 il pittore Sebastiano Santi, insegnante presso l'Accademia di Venezia, affrescò le volte con scene della Inventio di San Daniele ed il catino dell'abside con Santi e Virtù teologali. Nel 1866 dipinse le tele della Via Crucis, ultima sua opera. Contestualmente dipinse i 3 velari dell'organo, raffiguranti Santa Cecilia e 2 angeli musicanti, a protezione delle canne dello strumento ed a compimento di tutto l'apparato decorativo della chiesa.

 

1893 Nel mese di agosto si costruì la nuova cantoria per ospitare l'antica cassa settecentesca dell'organo. Una tavoletta ritrovata nell'ultimo restauro ne attribuisce la paternità a Pietro Ronzani, falegname in Padova. Riccamente ornata di fregi dorati, la cantoria regge il notevole peso dell'organo e dei cantori, autosostenendosi per ben 8 metri di larghezza senza punti di appoggio al suolo intermedi.

 

1894 Annibale Pugina e figli costruirono il nuovo organo per San Daniele, uno strumento di 26 registri con 2 manuali meccanici di 56 tasti ed una pedaliera parallela di 30 note. Per il nuovo strumento, posto nell'antica cassa lignea, gli organari non utilizzarono nessuna parte del preesistente organo Callido.

 

1926 L'organo Pugina venne restaurato. Scrive il parroco dell'epoca, Mons. Giovanni Maria Bertoncello Brotto, nella Cronistoria della parrocchia:

“L'organo di San Daniele completamente instaurato, arricchito di ventilatore elettrico e di 2 nuovi registri, viene inaugurato la sera del 25 marzo con straordinaria solennità. L'illustre Maestro Cav. Oreste Ravanello, coadiuvato dal benemerito Maestro Grassi, tiene uno smagliante concerto. La chiesa è stipata di personalità e di intelligenti di musica”.

 

1940 Manutenzione degli organari Ruffatti di Padova.

 

1960 Restauro ed ampliamento dell'organo da parte di Ruffatti. Nell'occasione si aggiunsero i registri di Oboe, Flauto XII, Voce Celeste e Campane.

 

1990 Restauro ad opera dell'organaro Vincenzo Salvato. Nell'occasione si aggiunse una seconda consolle a trasmissione elettrica, posta nella navata, dotata di 2 tastiere di 61 tasti e una pedaliera concavo-radiale di 32 note, opera di Gastone Leorin. Furono aggiunti un registro di Flauto 8’ ed una Sesquialtera. Le tastiere meccaniche antiche ed i registri originali restavano comunque suonabili in cantoria.

 

“Il Mattino di Padova” del 10 ottobre riporta la notizia: “Risulta uno strumento di 1200 canne, di notevole bellezza del timbro dei suoi registri, dentro la splendida lignea cantoria finemente intagliata di gusto barocco, rutilante oro e colori, restaurata nel 1964, quando i Ruffatti ripassarono lo strumento. Il complesso vanta 2 manuali meccanici ed i 18 registri reali vengono azionati con pomelli lignei”.

 

2009 L'organo era nuovamente fatiscente. Un'infestazione di tarli aveva gravemente danneggiato i somieri e le parti in legno. Inoltre le parti meccaniche dello strumento, ancora risalenti alla costruzione del 1894, erano completamente usurate ed irrecuperabili.

Diventando praticamente impossibile il normale servizio liturgico, si iniziò a pensare ad un restauro radicale dello strumento. In questa fase si prendeva atto che tutti gli interventi succedutisi nei più di 100 anni di vita dello strumento si erano concretizzati in un accrescimento di materiale fonico in modo piuttosto disordinato, utilizzando volta per volta lo spazio rimasto disponibile dall'intervento precedente.

Il risultato finale era uno strumento nel quale si affastellava caoticamente materiale fonico di diversa provenienza e qualità. Inoltre questa confusione interna, oltre ad avere effetti negativi sulla resa fonica, aveva il grave inconveniente di impedire la normale manutenzione dello strumento. Individuata la causa delle continue disfunzioni e dell'avvicendarsi di restauri e manutenzioni straordinarie, si convenne della necessità di un restauro globale, in cui ridefinire razionalmente lo spazio interno e la disposizione del materiale fonico originale, opportunamente integrato dei registri mancanti.

Inoltre il pericoloso imbarcarsi della cantoria sotto il peso dello strumento, peraltro già puntellata da alcuni anni, ed il serio pericolo di crollo di tutta la struttura imponevano un'azione in tempi relativamente rapidi.

 

2013 Dopo svariate discussioni, richieste di pareri e preventivi, valutate tutte le opzioni possibili e dopo il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Storici sul progetto presentato attraverso l'Ufficio diocesano per i Beni Culturali ecclesiastici, se ne affidò l'esecuzione all'organaro Luigi Patella di Cinto Euganeo.

 

Il 22 luglio iniziò lo smontaggio dell'organo Pugina e cominciò il lavoro di restauro.

Durante il periodo di assenza dello strumento storico, si utilizzò per la liturgia un piccolo organo positivo con una tastiera di 51 note, 4 registri e 204 canne in legno e metallo.

 

2015 All'inizio del mese di marzo cominciò il lavoro di consolidamento statico della cantoria. Oltre ad una nuova struttura d'acciaio ancorata al muro della controfacciata, vennero inseriti 2 nuovi sostegni che poggiano su fondamenta gettate sotto il pavimento.

Il 20 aprile iniziò l'opera di montaggio ed intonazione dell'organo restaurato.

 

Domenica 14 giugno lo strumento veniva “riconsegnato“ alla comunità di San Daniele e riprendeva il normale servizio liturgico.

 

Il 6 agosto, dopo la prima fase di assestamento, vennero compiute le ultime rifiniture.

 

Il 9 ottobre l'organo è stato presentato alla città ed ha iniziato la sua attività concertistica.

 

2017 Il 6 giugno concerto del Maestro Jean Guillou in dialogo con orchestra d'archi.

 

 

22 novembre, in considerazione della lunga attività di concertista e docente del Conservatorio di Padova il M° Rino Rizzato è stato nominato Organista Onorario restando intatte le prerogative dell'Organista Titolare.

 

Interno della chiesa di San Daniele in Padova.
Interno della chiesa di San Daniele in Padova.